Modernizzazione efficiente e a basso rischio delle applicazioni di core banking
Insieme a COBOL, Java preserva il meglio di IBM zSystems e dei mondi distribuiti
Skyline di Francoforte

Atruvia AG fornisce soluzioni banking-as-a-service e servizi di sviluppo applicazioni a banche cooperative tedesche. Oltre 800 istituti si affidano al processo di core banking agree21 e altre applicazioni di Atruvia, nonché alla sua rete di più di 30.000 ATM e terminali self-service in tutto il paese.

Con circa 81 milioni di conti, le banche clienti generano un enorme volume di transazioni, che richiede un'infrastruttura IT potente, resiliente e con avanzate misure di sicurezza. Atruvia realizza questo obiettivo grazie a otto sistemi IBM z15 in quattro data center che elaborano annualmente 80 miliardi di transazioni di core banking, con picchi di 12.000 transazioni al secondo. L'IBM Information Management System (IMS) gestisce le transazioni e i dati vengono memorizzati nel database IBM Db2 for z/OS.

Nell'ambiente distribuito, le applicazioni per il coinvolgimento del cliente vengono implementate in Java®, nel modo tradizionale o come microservizi, ospitate su sistemi Linux® x86 sulla piattaforma container Red Hat® OpenShift®. Circa 1.200 microservizi supportano una piattaforma di vendita e altri processi, che utilizzano servizi di core banking tramite un livello API proprietario.

Storicamente, Atruvia implementava le transazioni di core business con Java/HTML5 nel front-end, connesso a un livello intermedio in puro Java e IMS COBOL nel back-end. Con molti programmatori COBOL in via di pensionamento e clienti bancari impazienti di ricevere nuovi servizi omnicanale, i dirigenti di Atruvia decisero di optare per un approccio creativo alla modernizzazione delle applicazioni che avrebbe mantenuto la sicurezza e le prestazioni di IMS offrendo allo stesso tempo i vantaggi di un linguaggio di programmazione popolare.

Anziché una strategia "lift and shift" ad alto rischio e costosa, scelsero il refactoring selettivo in loco. Avrebbero portato la versione più recente di Java nel runtime IMS/COBOL esistente sulla piattaforma IBM zSystems per la modernizzazione incrementale delle app.

"Le nostre applicazioni di core banking sono permanentemente in evoluzione", spiega Pascal Meyer, Senior Enterprise Architect di Atruvia. "Per le richieste che non giustificano la totale re-implementazione, intendevamo introdurre Java nell'ambiente IMS COBOL. Un obiettivo fondamentale era rendere disponibili le nostre applicazioni bancarie in un modo che fosse più familiare all'ultima generazione di sviluppatori".

Transazioni abilitate per Java

 

Utilizzando la funzionalità Java in IMS su IBM zSystems, Atruvia ha abilitato Java per l'85% delle transazioni di core banking

Prestazioni migliorate

 

La colocation di alcune applicazioni Java distribuite ad alta intensità di dati su IBM zSystems si traduce in prestazioni 3 volte più veloci

Maggiore produttività

 

Java insieme a COBOL all'interno di IMS incrementa la produttività degli sviluppatori di applicazioni

Java su IBM zSystems è per noi la tecnologia chiave con cui ottenere un vantaggio competitivo per i nostri clienti. Pascal Meyer Senior Enterprise Architect Atruvia AG

L'aggiunta di Java a IMS insieme a COBOL può consentire anche di ridurre la complessità delle applicazioni. L'architettura tradizionale di Atruvia rende necessario includere una logica di "compensazione" all'interno di ogni componente per garantire che le operazioni distribuite tra i vari componenti possano essere ripristinate all'ultimo stato coerente in caso di errore o interruzione. Portare il codice Java all'interno dell'ambiente IMS rende superflua l'aggiunta di logica, il che riduce complessità, costi e ritardi.

"In termini di architettura applicativa, Java schiude la possibilità d'uso di una gamma più ampia di framework e protocolli", aggiunge Thomas Bauer, Team Leader e IT Architect di Atruvia. "Ad esempio, i servizi web RESTful sono più naturali in Java che in COBOL, e alcune funzioni difficili da implementare in un ambiente COBOL puro sono disponibili come artefatti predefiniti in Java. Volevamo ridurre il time-to-market implementando componenti software moderni e riutilizzabili e, allo stesso tempo, proteggere il nostro investimento nella logica esistente del business abilitandola per Java."

Essendo Java una piattaforma strategica consolidata per Atruvia, l'organizzazione era desiderosa di consentire una maggiore portabilità del proprio codice attraverso entrambe le piattaforme, quella distribuita e IBM zSystems, in funzione del miglior rapporto qualità-prezzo offerto. Questo approccio può anche facilitare la transizione al cloud computing. Poiché OpenShift è eseguibile su tutte le piattaforme, Atruvia può spostare i workload nel cloud ove opportuno.

Java su IBM zSystems insieme a COBOL consente inoltre agli sviluppatori di arricchire le funzionalità di core banking senza soluzione di continuità e a basso rischio sostituendo le subroutine COBOL con Java anziché riscrivere estesi programmi. E per gli architetti software dell'ambiente distribuito è più facile richiamare servizi transattivi core direttamente da applicazioni IMS.

"Nel lungo periodo il nostro obiettivo è essere più indipendenti dalla piattaforma grazie a moduli Java in grado di operare ovunque", afferma Meyer. "Oltre a ridurre la complessità dell'architettura, la combinazione di COBOL e Java all'interno di IMS ci consente di creare nuovi componenti applicativi strettamente integrati con quelli esistenti. In questo modo, possiamo godere dei vantaggi di una moderna applicazione ibrida, in particolare un breve time-to-market, maggiore flessibilità e più facilità di sviluppo, senza rinunciare ai benefici dell'IMS in termini di performance, che nelle transazioni di core banking conta davvero molto".

Gettate le basi per la modernizzazione creativa delle applicazioni

A stretto contatto con gli sviluppatori di IBM Systems, il personale di Atruvia ha collaborato a un progetto pluriennale per ottimizzare un runtime comune per costrutti Java all'interno di ambienti di produzione IMS, prima che il runtime comune fosse generalmente disponibile. Basato su IBM Semeru Runtime Certified Edition for z/OS, versione 11, il runtime comune è ora standard nell'ultima versione di IMS. IBM e Atruvia si sono inoltre impegnate a supportare l'ultima versione di Java.

Permettendo ad applicazioni COBOL a 31 bit di comunicare con applicazioni Java a 64 bit, il runtime comune ha consentito ad Atruvia di spostarsi verso un futuro a 64 bit. L'azienda, grazie all'interoperabilità di Java e COBOL all'interno di IMS, può modernizzare e rivitalizzare le proprie applicazioni di core banking senza rinunciare a prestazioni o affidabilità.

In termini pratici, Atruvia si concentra su due obiettivi per Java sulla piattaforma IBM zSystems. Innanzitutto, gli sviluppatori stanno sviluppando applicazioni ibride Java-COBOL per l'elaborazione IMS tradizionale e workload batch che invocano IBM MQ for z/OS e si connettono a IBM Db2 for z/OS tramite Java database connectivity (JDBC). Secondariamente, quando necessario gli sviluppatori migrano il codice Java nativo dall'ambiente distribuito a IBM zSystems.

"Molti dei nostri lavori batch erano spalmati su più piattaforme sia su IBM zSystems sia nell'ambiente distribuito, con diversi scheduler da coordinare", afferma Meyer. "Questo approccio richiedeva inoltre lo scambio e/o la condivisione dei dati. Oggi, eseguendo job Java direttamente su IBM zSystems ci basta un solo scheduler, il che riduce la complessità. Inoltre le prestazioni risultano migliori perché non è necessario spostare o convertire i dati e il codice Java è in prossimità dei dati anziché dovervi accedere attraverso una rete.

Atruvia sta anche sviluppando una serie di servizi Java generici che possono essere esposti come API agli sviluppatori di applicazioni front-end in esecuzione nell'ambiente distribuito. Per uno sviluppatore, ad esempio, è possibile utilizzare un'API per richiamare il saldo del conto corrente di un cliente da visualizzare in un'app. Inoltre, l'aggiunta di Java alla piattaforma IBM zSystems semplifica la presentazione di nuovi servizi basati su funzionalità esistenti.

"Gli sviluppatori nel mondo distribuito non sanno se stanno chiamando servizi Java o transazioni IMS originali", afferma Meyer. "Tutto è accessibile nello stesso modo facile e coerente, rendendo più semplice e veloce lo sviluppo di nuove applicazioni front-end che invocano le solide transazioni sottostanti su IBM zSystems". Questa soluzione favorisce i nostri clienti bancari che cercano di coinvolgere dipendenti e clienti con servizi innovativi forniti tramite web, dispositivi mobili e qualsiasi nuovo canale possa emergere in futuro."

Java all'interno di IMS offre anche ad Atruvia la possibilità di migrare il codice COBOL meno recente, anche se gli sviluppatori lo fanno selettivamente, ad esempio durante la creazione di una nuova logica di business. "Non esiste alcuna pressione per la modernizzazione solo per il gusto di farlo", spiega Bauer. “Continuiamo ad apprezzare le prestazioni e la robustezza di COBOL e IMS nel back-end e a integrare tali tecnologie con front-end grafici in esecuzione su sistemi distribuiti”.

In questo modo, la piattaforma IBM zSystems con IMS rimane come punto nevralgico per la logica di business. Si inserisce direttamente in una gamma di canali per utilizzare tale logica, quali applicazioni di sportello, sistemi ATM, applicazioni web rivolte ai clienti e app.

IBM zSystems con IMS rimane la nostra scelta strategica perché, oltre a essere la piattaforma di nostra conoscenza più sicura e affidabile, offre prestazioni eccezionali per i nostri sistemi di core banking. Con Java in IMS, abbiamo il meglio di entrambi i mondi. Pascal Meyer Senior Enterprise Architect Atruvia AG
Più veloce, semplice e sostenibile

Grazie alla collaborazione pionieristica tra IBM e Atruvia, Java è ora un componente consolidato e pronto per la produzione del toolbox IBM zSystems. È un elemento che rinfresca significativamente l’ambiente IMS, preservandone le tradizionali qualità di performance e robustezza e consentendo al tempo stesso uno sviluppo più rapido grazie a competenze di programmazione più ampiamente disponibili e sostenibili. Permette inoltre agli sviluppatori di arricchire le funzioni di core banking esistenti in modo efficiente e a basso rischio.

"Riteniamo Java su IBM zSystems una tecnologia determinante per offrire un vantaggio competitivo ai nostri clienti", afferma Meyer. "Semplificando sviluppo e riutilizzo dei componenti esistenti, ci consente di fornire nuove funzionalità a una velocità più elevata e a costi inferiori, supportando i nostri clienti bancari che aspirano a introdurre più in fretta sul mercato nuovi servizi".

In effetti, Atruvia ha già abilitato Java nell’85% circa delle transazioni IMS di core banking, indicativamente 400 milioni di transazioni Java al giorno con un throughput di picco che raggiunge le 12.000 transazioni al secondo. Supportano queste transazioni business-critical dodici sistemi IMS con approssimativamente 200 milioni di istruzioni al secondo (MIPS).

Riducendo la complessità dell'ambiente applicativo, Java all'interno di IMS ha aumentato l'efficienza e le prestazioni delle transazioni di business end-to-end. In precedenza, l'elaborazione batch aziendale era gestita da una miriade di piattaforme. Ora, l'intera elaborazione, a prescindere dal linguaggio, può essere semplicemente integrata in un singolo passaggio batch combinando COBOL e Java.

Per giunta, gli sviluppatori Atruvia possono facilmente trasferire il codice Java nei propri ambienti, quello distribuito e IBM zSystems, in funzione della piattaforma che offre il miglior rapporto qualità-prezzo. Atruvia ad esempio ha ridotto la latenza grazie alla colocation di alcuni workload Java distribuiti sulla piattaforma IBM zSystems. "Dopotutto, zero I/O è l'I/O migliore", spiega Meyer. L'autore riferisce di un aumento triplice delle prestazioni grazie alla colocation di alcune app ad alta intensità di dati, anziché eseguirle attraverso la rete. Evidentemente, una migrazione totale al cloud non è l’unico percorso per la modernizzazione delle applicazioni.

Vanno inoltre considerate le economie interne ricavate spostando i workload Java da processori generici (GP) a IBM Z Integrated Information Processors (ZIIP), i cui costi di licenza sono inferiori. Malgrado il necessario incremento a livello di MIPS, considerato che Java consuma più risorse di COBOL i costi complessivi sono ridotti.

Altre efficienze derivano dalle ricche librerie Java che consentono ai programmatori di evitare di scrivere codice personalizzato per funzioni comuni quali compressione e decompressione dei dati. Allo stesso modo, Atruvia è in grado di integrare software Java di terze parti nel proprio ambiente IBM zSystems, evitando praticamente del tutto lo sviluppo interno. E man mano che sulla piattaforma diventeranno disponibili nuove funzioni crittografiche, per la compressione o il collegamento in rete basate su hardware, Java for IBM zSystems fornirà alle applicazioni un accesso trasparente alle nuove funzionalità.

"Fornendo sistemi di core banking a oltre 800 banche con decine di milioni di utenti finali, non possiamo transigere su prestazioni e affidabilità, né possiamo permetterci di introdurre rischi nelle nostre pratiche di sviluppo", afferma Meyer. "IBM zSystems con IMS rimane la nostra scelta strategica in quanto è la piattaforma di nostra conoscenza più sicura e affidabile e offre prestazioni eccezionali per i nostri sistemi di core banking. Con Java in IMS, abbiamo il meglio di entrambi i mondi".

Logo Atruvia AG
Informazioni su Atruvia AG

Nata nel 2015 dalla fusione tra Fiducia IT AG e GAD eG, Atruvia (link esterno a ibm.com) è il partner per la digitalizzazione di 820 banche cooperative tedesche. Le sue soluzioni e i suoi servizi IT per il settore bancario spaziano dalla gestione dei data center e dal processo di banking-as-a-service agree21 allo sviluppo e al supporto di app. Con sedi amministrative a Karlsruhe e Münster e filiali a Monaco di Baviera, Francoforte e Berlino, Atruvia impiega quasi 8.400 persone e ha chiuso l'esercizio 2020 evidenziando ricavi consolidati di circa 1,77 miliardi di euro.

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Prodotto negli Stati Uniti d'America, maggio 2022.

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