Quando si parla di cybersecurity, è facile concentrarsi sul "dopo": come fermare un attacco dopo che è già iniziato e come riprendersi quando è finito. Ma mentre in passato una risposta reattiva funzionava, nel mondo di oggi non è più sufficiente.
Non solo gli attacchi sono più intensi e dannosi che mai, ma i criminali informatici utilizzano anche molti metodi di attacco diversi. Il Phishing Zscaler ThreatLabz Report 2024 ha rilevato che gli attacchi di phishing sono aumentati del 58% nel 2023, e il Data Protection Trends Report 2024 di Veeam ha riportato che tre organizzazioni su quattro hanno subito almeno un attacco ransomware nel 2023. Inoltre, i criminali informatici si stanno rivolgendo sempre più a strumenti basati sull'AI che rendono molto più facile individuare e utilizzare al meglio le vulnerabilità.
Di conseguenza, molte organizzazioni stanno cambiando il loro approccio in materia di cybersecurity. Invece di aspettare di intervenire quando emerge una minaccia, le organizzazioni stanno ora mettendo in atto una strategia proattiva di cybersecurity. La cybersecurity proattiva significa mettere in atto strategie e processi prima che emerga una minaccia, per ridurre le tue vulnerabilità e il rischio di un attacco. Questo approccio può anche aiutarti a individuare un attacco quando sta per verificarsi o nelle sue primissime fasi.
Utilizzando strumenti basati sull'AI, come fanno molti criminali informatici, le organizzazioni possono spesso trovare le vulnerabilità prima dei criminali informatici. Gli strumenti ora possono rilevare ransomware in meno di 60 secondi, il che spesso fornisce abbastanza tempo per fermare un attacco prima che vengano causati danni.
Gli strumenti di AI possono anche fare previsioni riguardo alle aree di vulnerabilità, permettendo alle organizzazioni di agire proattivamente. Poiché molti criminali stanno utilizzando strumenti di AI generativa per creare attacchi, le organizzazioni che utilizzano l'AI possono utilizzare i dati in modo più efficace per prevenire tali attacchi. Senza strumenti di AI, un'organizzazione probabilmente reagirà più spesso che no, perché utilizza strumenti molto meno potenti rispetto ai criminali informatici.
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Sebbene gli strumenti siano la prima linea di difesa, un hacker etico è spesso un'ottima risorsa per un approccio proattivo. Un hacker etico assume il ruolo di un hacker esterno ed esegue test utilizzando processi automatizzati per trovare vulnerabilità, proprio come chi tenta di entrare nella tua organizzazione per scopi nefasti. Grazie alla prospettiva esterna di un hacker etico, molte organizzazioni sono in grado di utilizzare le proprie scoperte e quindi migliorare proattivamente la sicurezza in quelle aree, contribuendo a prevenire futuri attacchi.
Dopo un attacco informatico, è naturale passare in modalità reattiva. Con un piano dettagliato di risposta alle emergenze informatiche predisposto in anticipo, puoi reagire in modo più efficace seguendo un processo predefinito creato quando le emozioni non sono forti. Un piano efficace include un playbook che ti accompagna in ogni passaggio, a seconda di ciò che accade durante l'attacco. I piani che includono anche un piano di comunicazione di crisi aumentano le probabilità che la tua organizzazione controlli la narrazione invece di reagire ai resoconti dei media.
A seguito di un attacco informatico, l'obiettivo più prioritario è solitamente riportare l'azienda online e operativa. Eseguendo il backup dei dati in modo proattivo, le organizzazioni possono ripristinare più rapidamente i dati e iniziare a servire i clienti con il minor numero possibile di interruzioni dell'attività.
Inoltre, avere backup aggiornati elimina la necessità per le organizzazioni di prendere in considerazione di pagare dopo un attacco ransomware. Tuttavia, ciò è possibile solo se il backup è utilizzabile e non corrotto. Le organizzazioni dovrebbero eseguire il backup dei dati il più possibile in tempo reale e isolare il backup dalla rete, preferibilmente fuori sede. Inoltre, assicurati che i file di backup non vengano sovrascritti.
Passare da reattivo a proattivo in termini di cybersecurity non significa solo aggiungere nuovi strumenti e processi. Le organizzazioni devono cambiare mentalità, assumendo che un attacco avrà luogo e assicurandosi di ridurre il rischio e di essere il più preparate possibile.