Finanziare il microcredito in Africa grazie alla blockchain IBM: l'esperienza di Twiga Foods



"Ci siamo sempre occupati di aiutare gli agricoltori a distribuire banane, pomodori, cipolle e patate a 2.600 chioschi in tutto il Kenya, ma ci siamo resi conto che potevamo aiutarli a vendere più prodotti dando loro la possibilità di accedere al credito. Se i venditori possono vendere di più, noi possiamo distribuire di più, con una conseguente crescita delle attività per entrambe le parti" questa la considerazione dalla quale è partito Grant Brooke, co-fondatore di Twiga Foods, una piattaforma logistica business-to-business per chioschi e stand gastronomici in Africa.

Alla fine dello scorso anno quindi questa startup da 13 milioni di dollari ha iniziato a lavorare con IBM Research per realizzare, grazie alla blockchain, una piattaforma di credito che consentisse ai suoi clienti di espandere il proprio raggio d’azione.

L'accesso al credito per le piccole e medie imprese nei paesi africani non è un’operazione semplice, a causa della complessità dei processi di finanziamento, degli elevati costi, delle garanzie collaterali necessarie e della mancanza di un “credit score” (punteggio relativo all’affidabilità creditizia).

Per risolvere questo problema, i ricercatori dell'IBM Lab di Nairobi hanno pensato di usare qualcosa a cui la maggior parte delle persone in Africa ha accesso, il telefono cellulare, per calcolare con precisione l’affidabilità creditizia.

Utilizzando algoritmi di machine learning per offrire ai finanziatori la fiducia necessaria, i ricercatori IBM grazie alla blockchain - basata su Hyperledger Fabric - hanno potuto creare un sistema di gestione dell'intero processo di prestito: dalla richiesta al ricevimento delle offerte, all’accettazione dei termini fino al rimborso. Con la blockchain, questo processo diventa trasparente per tutte le parti coinvolte, dalla banca che lo eroga alla banca del mutuatario ai richiedenti stessi. Le blockchain sono immutabili e ciò contribuisce a ridurre le frodi, dal momento che nessuna singola parte può eseguire operazioni di modifica senza il consenso dell'intera rete.

Nel corso del progetto pilota di otto settimane sono stati elaborati più di 220 prestiti per un valore medio di circa 30 dollari (3000 KES) che ha aumentato del 30% le dimensioni degli ordini e i profitti per ogni rivenditore, in media, del 6%. I prestiti sono stati per quattro e otto giorni con un tasso di interesse dell'1% e del 2%, rispettivamente. Tutti i prestiti sono stati eseguiti tramite telefono cellulare e sono andati direttamente al capitale circolante per le imprese. Quando un venditore effettua un ordine, riceve un SMS con le opzioni di prestito per il finanziamento di quell'ordine. Quindi risponde all’SMS confermando l'opzione di prestito preferita.

Sulla base del successo del progetto pilota, il piano prevede che la piattaforma sia estesa a più aziende in tutta l'Africa entro la fine dell'anno e includa nuovi settori.

20 Aprile 2018

Paola Piacentini, External Relations
@ppiac

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