New York sceglie l'innovazione di IBM per il passaporto vaccinale

di Antonio Pelliccia



La primavera del 1920 rappresentò l’uscita ‘sociale’ dalla pandemia dovuta all’influenza spagnola che causò tra i 50 e i 100 milioni di morti in tutto il mondo, superando notevolmente il numero di vittime della prima guerra mondiale. In quell’epoca, le nuove tecnologie – dal cinema alla radio e al grammofono – aiutarono la gente a rimuovere i brutti ricordi degli anni precedenti dando vita ad una rinnovata, euforica e gioiosa socialità1.
Oggi, i piani di vaccinazione di molti Paesi mondiali stanno progredendo a ritmo serrato: circa 187 milioni di dosi vaccinali sono stati distribuite ai Paesi europei che hanno consentito la copertura dell’80% degli ultraottantenni2 e di somministrare almeno una dose ad una percentuale della popolazione che varia dal 20% al 80%. È indubbio che ben presto avremo le condizioni sanitarie per tornare ad una vita sociale ed economica normale ed anche in questo caso la tecnologia può rappresentare uno strumento fondamentale per favorire questa condizione.

La Certificazione Verde o Digital Green Pass
Il Digital Green Pass che l’Unione Europea conta di introdurre all’inizio di Giugno3 è un primo passo per cercare di ripristinare in tutta sicurezza la libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione.
Il regolamento europeo che sarà approvato per tutti i Paesi dell’Unione prevede il mutuo riconoscimento di 3 documenti fondamentali:
- Il certificato di vaccinazione
- Il certificato di un test molecolare o antigenico rapido
- Il certificato di avvenuta guarigione da un'infezione da SARS-CoV-2

Questi documenti saranno utilizzati in un primo momento per potersi spostare da un Paese all’altro o da una Regione all’altra, ma ben presto rappresenterà lo strumento utile al cittadino per permettergli l’accesso a servizi in cui il distanziamento sociale è difficile da mantenere o da rispettare, adempiendo ai principi e agli articoli del Regolamento per la protezione dei dati personali (GDPR) in Europa e in altri Paesi.
Anche altri settori quali il turismo, la ricettività alberghiera – che secondo Federalberghi ha registrato una perdita di 13,5 miliardi di euro nel 2020 –, la ristorazione, i trasporti e l’intrattenimento stanno valutando tutte le soluzioni possibili per poter aumentare la capacità ricettiva nel pieno rispetto delle misure di contenimento previste dal Governo.

La soluzione IBM Digital Health Pass
IBM ha sviluppato l’applicazione ‘Digital Health Pass’, che rappresenta un modello di condivisione sicuro e trasparente capace di connettere tutti gli attori di un ecosistema e che permette al cittadino di conservare il controllo delle proprie informazioni sanitarie, decidendo di volta in volta con chi condividerle in modo sicuro, verificabile e affidabile: uffici, compagnie aeree, aziende di trasporto, controlli di frontiera, aziende dell’entertainment come cinema e stadi, fino alle istituzioni ed enti sanitari.
La piattaforma funziona in tre semplici passi:

  • qualsiasi ente sanitario che eroga il vaccino ad un cittadino genera un certificato verificabile e immodificabile e lo invia alla piattaforma;
  • l'individuo riceve il certificato e lo carica nel suo telefono in modo da poterlo condividere con ogni organizzazione che lo richieda tramite un semplice QR Code;
  • l'organizzazione verificatrice controlla la veridicità del certificato e l’aderenza ai requisiti stabiliti per l’accesso ai servizi.

In diverse nazioni si incomincia ad utilizzare la soluzione di IBM. Ad esempio, lo stato di New York fornisce certificati digitali ai suoi 20 milioni di abitanti, oppure, nel Regno Unito, IBM ha stabilito un ecosistema scalabile di fornitori di test COVID-19, tra cui Prenetics, l'azienda globale di salute digitale, Circular 1 e Oxford Nanopore, che hanno integrato l’applicazione ‘Digital Health Pass’ nei propri flussi di lavoro. Un tale coordinamento consente all’ecosistema di effettuare test su scala e permette a IBM di sviluppare l'infrastruttura necessaria per aiutare le organizzazioni di tutte le dimensioni a implementare ‘Digital Health Pass’ per realizzare i vantaggi del test proattivo.

Grazie alla sua presenza globale, IBM ha potuto constatare che la difficoltà principale non è tecnologica o sanitaria, ma la vera sfida è la cooperazione di più organizzazioni con cui i cittadini interagiscono ogni giorno, dai datori di lavoro alle scuole ai centri sanitari e agli uffici governativi. Tali soggetti hanno interessi diversi nell’utilizzo del certificato vaccinale, e la decisione sulle modalità di condivisione devono essere governate dal cittadino stesso.
Affinché questo accada ci deve essere interoperabilità, flessibilità e fiducia. Con cloud ibrido, blockchain e AI, IBM ha incorporato in ‘Digital Health Pass’ tutti gli ingredienti necessari per contribuire ad accelerare la trasformazione digitale e il ritorno alla normalità in sicurezza, favorendo la ripresa di tutte le attività economiche e sociali.

1Sole24 Ore, “1920, se ne va il virus della Spagnola e arrivano (non per tutti) gli «anni ruggenti»”
2European Centre for Disease Prevention and control (6/5/21)
3Ansa, “Breton, il green pass sarà pronto l'1 giugno” (15/4/21)

13 maggio, 2021

Antonio Pelliccia, Business Development IBM Italia
@antonio_pel

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