Cloud e intelligenza artificiale al servizio dei più fragili

di Alessandro Ferrari



“Collaborare con IBM è stato veramente importante perché ci ha consentito di accedere senza costi a risorse di grande valore e di interagire con professionisti qualificati, sempre disponibili. Non solo: agli occhi dei potenziali clienti ciò ha rappresentato un ulteriore livello di garanzia sull’affidabilità di Hero Health Monitoring e di altre nostre proposte”.

Quella di cui ci parla Davide Tilotta, business developer di Hero, è una soluzione basata sull’impiego dell’intelligenza artificiale che ha la finalità di aumentare il benessere delle persone. Non a caso, da questa impresa innovativa creata cinque anni fa a Martina Franca, oggi con sede anche a Roma, nacque il piccolo robot My Pleo, strumento unico nel suo genere dedicato ai bambini con disturbi dello spettro autistico.

Hero Health Monitoring, come dice il nome, è un software dedicato al controllo e alla rilevazione dei parametri vitali e degli stati emotivi dei pazienti. Impiegando la computer vision, tramite semplici dispositivi, trova impiego in ospedali e strutture sanitarie residenziali così come nell’ambito dell’assistenza domiciliare tramite piattaforme di telemedicina. Una soluzione dunque preziosa se si pensa al bisogno delle categorie più fragili e alla domanda che ne scaturisce.

Anche per questo, Hero Health Monitoring è stata selezionata per prendere parte al programma di accelerazione Biohupper grazie al quale la società pugliese ha potuto collaborare con realtà come Cariplo Factory, Novartis e, appunto, IBM.

In particolare, l’iniziativa Startup with IBM ha aperto loro le porte della piattaforma Cloud, con crediti gratuiti di utilizzo, e dell’intelligenza artificiale sfruttata nelle componenti Watson Studio e Tone Analyzer. “Un insieme di punti di forza - aggiunge Tilotta - grazie ai quali abbiamo potuto familiarizzare con esperti e strumenti all’avanguardia, potenziando le capacità di calcolo e di rilevazione del nostro prodotto”.

Tra le componenti di Watson Studio, in particolare, potranno risultare preziose quelle specifiche per la computer vision, come visual recognition, ai fini di una più accurata e tempestiva estrazione delle informazioni di interesse che alimentano gli algoritmi di intelligenza artificiale. Il ricorso alla funzione di Tone Analyzer incrementerà invece la capacità di “ascolto” del paziente integrando l’acquisizione tramite sensori visivi, con evidenti benefici durante le sessioni di rilevazione notturna così come nelle condizioni di inquadramento parziale o non stabile.

13 aprile 2021

Alessandro Ferrari, Strategic & Research Communications lead
@alefederferrari

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