La Call for Global Challenge 2020 affronta anche il COVID-19

di Morgana Stell



Meno di un mese fa IBM, in collaborazione con la David Clark Cause, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani e la Linux Foundation, ha annunciato che la Call for Global Challenge 2020 avrebbe affrontato il tema del climate change.

In poco tempo, però, il contesto globale è stato totalmente stravolto. Il COVID-19 (Coronavirus) si è diffuso in tutto il mondo con conseguenze senza precedenti e con il potenziale per trasformarsi nella più grave crisi dei tempi moderni.

Fin dalla sua istituzione, Call for Code ha perseguito l’obiettivo di affrontare i problemi più urgenti della società: per questo motivo, l’edizione del 2020 sarà dedicata non solo al cambiamento climatico ma anche al COVID-19, due gravi problematiche che rischiano di compromettere la nostra salute, il nostro pianeta e la sopravvivenza del genere umano.

SUL COVID-19

In pochissimo tempo, il COVID-19 ha rivelato i limiti di sistemi che diamo spesso per scontati. La Call for Code Global Challenge del 2020 fornirà le risorse necessarie (disponibili qui) per sviluppare soluzioni tecnologiche open source in grado di affrontare tre ambiti in cui l’impatto di COVID-19 è più sentito: la comunicazione di crisi durante un'emergenza, gli strumenti per migliorare l'apprendimento a distanza e le iniziative per stimolare la collaborazione nelle comunità locali.

Comunicazione di crisi: In tempi di crisi, i sistemi di comunicazione sono i primi ad essere impattati. I chatbot aiutano a rispondere a decine, se non centinaia, di migliaia di messaggi al giorno. La possibilità di conversare con chatbot o altri strumenti abilitati dall’intelligenza artificiale, tramite messaggi di testo, siti web o app di messaggistica come WhatsApp, può rappresentare un valido aiuto per permettere alla collettività di accedere rapidamente alle informazioni necessarie, liberando al contempo risorse dal servizio clienti, che possono così concentrarsi su questioni più critiche e complesse. Che si tratti della procedura di corretta igiene delle mani, della rilevazione dei sintomi correlati al virus o degli aggiornamenti locali sulla quarantena, la comunicazione di crisi, attraverso il ricorso agli strumenti digitali, è di fondamentale importanza.

Formazione a distanza: Laddove vi siano le condizioni, alle persone in autoisolamento viene chiesto di lavorare da remoto, il che comporta una serie di sfide: ritagliarsi uno spazio da adibire a ufficio all’interno della propria abitazione o gestire la permanenza dei bambini nelle mura domestiche per un lungo periodo di tempo a causa della chiusura delle scuole. È importante tenere i bambini impegnati, intrattenerli con attività creative e supportarli nella loro formazione. La tecnologia riveste un ruolo fondamentale, sia perché permette di creare una classe ad hoc per ogni esigenza, sia perché aiuta i genitori nel supportare i propri figli durante le lezioni a distanza.

Collaborazione tra le comunità locali: La collettività deve essere unita, deve operare in modo efficiente ed essere vicina più che mai a tutti gli individui. È di vitale importanza capire non solo ciò che sta accadendo nel proprio quartiere, ma anche come si possono aiutare gli altri o come chiedere aiuto. Per supportare una comunità locale in un periodo di crisi, e soprattutto le sue fasce più deboli, è essenziale condividere ogni genere di informazioni, dai dati meteorologici alle disponibilità di beni medici e alimentari.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Come preannunciato per la Call for Code Challenge 2020, IBM ha rilasciato i suoi starter kit sul tema del climate change (disponibili qui). Queste tre guide introduttive approfondiscono i problemi che le persone e le comunità si trovano ad affrontare e permettono di sviluppare in pochi minuti applicazioni facilmente comprensibili e legate a specifici casi d’uso.

Per definire in quali contesti fortemente impattati dal cambiamento climatico, potrebbero essere più utili recenti innovazioni tecnologiche. Alcune settimane fa IBM si è unita ai principali esperti di diritti umani del mondo presso lo storico Palais Wilson di Ginevra, quartier generale dell'Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni per i diritti umani. In questa occasione è stata lanciata la Call for Code Global Challenge 2020.

Insieme agli esperti delle Nazioni Unite e ai tecnologi di spicco di Red Hat, JP Morgan Chase, Persistent Systems, Unity Technologies, NearForm e Johnson & Johnson, IBM ha creato tre starter kit dedicati al climate change.

Ogni kit è focalizzato su un tema chiave. Sostenibilità idrica, sostenibilità energetica e resilienza alle catastrofi: queste le aree nelle quali è essenziale arrestare e invertire gli effetti del cambiamento climatico, individuate sulla base della valutazione delle esigenze reali così come definite dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dal Sendai Framework per la riduzione dei rischi di catastrofi. In particolare, i maggiori benefici possono essere ottenuti nei seguenti contesti:

  • Sostenibilità delle risorse idriche: questa soluzione basata sulla tecnologia IoT mira ad aiutare gli agricoltori, in particolare quelli che lavorano in aree climatiche instabili, a monitorare dati meteorologici iper-localizzati e ad adattare le loro strategie di coltivazione per ottimizzare l'utilizzo dell'acqua.
  • Sostenibilità energetica: questa soluzione ha l'obiettivo di sensibilizzare i consumatori sui costi energetici dei processi di produzione, e si propone di farlo creando un’impalcatura per un nuovo sistema globale di etichettatura dei prodotti che introdurrebbe un indicatore complessivo dell’impatto sull'ambiente (CIR): un’indicazione simile alle etichette degli ingredienti, ma accompagnata da incentivi per consumatori e rivenditori che possono così influenzare le abitudini d’acquisto verso una maggiore efficienza.
  • Resilienza alle catastrofi: per aiutare le comunità a prepararsi alle inondazioni, questa app fornirà ai residenti istruzioni per fronteggiare tutte le fasi di un tale evento catastrofico, dalla lista di beni essenziali per la sopravvivenza alle informazioni in tempo reale sulla capienza dei rifugi locali.

I kit includono una descrizione della soluzione di partenza, uno schema architettonico e un tutorial con uno starter code e materiali di riferimento. Con questi starter kit, è possibile iniziare a sviluppare una soluzione sostenibile per arrestare e invertire il cambiamento climatico. Per aumentare ulteriormente l’impatto dell’iniziativa, IBM si è attivata per creare un ampio ecosistema di partner e provider di tecnologia che possano aiutare i partecipanti a perfezionare le proprie soluzioni. Ad esempio, le API di HERE Location Services consentono di accedere a dati geospaziali, routing, geofencing e mappe interattive.

Nei prossimi giorni, IBM renderà disponibili gli starter kit relativi a COVID-19, per permettere ai developer di adoperarsi da subito per elaborare delle proposte per fronteggiare il problema. Come per il cambiamento climatico, IBM sta collaborando con alcuni dei maggiori esperti mondiali per definire le esigenze più urgenti relative a questo tema e per fornire le risorse più utili. È possibile registrarsi e iniziare subito a sviluppare applicazioni con il software open source di IBM basato su Red Hat OpenShift, IBM Cloud, IBM Watson, IBM Blockchain e i dati di The Weather Company. In seguito, IBM collaborerà con i team che creano le soluzioni più promettenti per svilupparle, integrarle, testarle e distribuirle tramite IBM Code and Response.

Collaborando insieme, si possono utilizzare le tecnologie di ultima generazione in modi che hanno un impatto umanitario immediato e duraturo sia a livello locale che in tutto il mondo.

25 marzo 2020

Morgana Stell, External Relations
@MorganaStell

Visit us on LinkedIn