Porte aperte per 200 giovani appassionati di tecnologia



Le risorse umane sono da sempre il propulsore di ogni cambiamento ed è per questo che la stessa trasformazione digitale non può prescindere dallo sviluppo continuo delle competenze, fonte di vantaggio competitivo per ogni tipo di organizzazione.

È una esigenza che vale per tutti, in ogni settore d’industria, Ibm inclusa. Qui l’adeguamento avviene percorrendo due strade: da un lato promuovendo un costante aggiornamento professionale dei propri dipendenti a, dall’altro aprendo la porta a giovani motivati, desiderosi di mettersi in gioco e di misurarsi con le sfide del terzo millennio.

“La campagna in corso per l’assunzione di 200 neolaureati - spiega Andrea Raimondi, direttore Hr di Ibm Italia - si inserisce nel solco degli investimenti dedicati al nostro Paese e punta all’adeguamento degli skill di cui il tessuto produttivo avverte un forte bisogno. Non è un caso se, una volta inseriti e formati, questo gruppo di giovani sarà posto al servizio del sistema Italia, di quel ‘mondo del fare’ che guarda all’innovazione come leva strategica per la crescita”.

Nello specifico, Ibm è alla ricerca di chi ha concluso con profitto un ciclo di studi universitario a carattere tecnico-scientifico ed economico per la propria divisione GBS, l’area dei Servizi di Consulenza per il Business. Inseriti con contratto a tempo indeterminato nelle sedi di Segrate e di Roma, i giovani sosterranno un percorso di formazione delle competenze e di crescita della leadership della durata di 24 mesi da svolgere anche all’estero. La conoscenza fluente della lingua inglese è uno dei prerequisiti fondamentali.

“La scelta cadrà su ragazze e ragazzi con una spiccata passione per la tecnologia - aggiunge Raimondi - cui deve unirsi un orientamento all'innovazione e il desiderio di imparare misurandosi con un contesto multiculturale. D’altronde, queste sono le basi per interpretare al meglio la professione di consulente”.

Due le figure professionali al centro dell’interesse di Ibm. La prima, definita come Cognitive/Digital/Cloud Process Transformation guarda allo sviluppo dei nuovi modelli di business in aree come l’Internet of Things, l’Advanced Analytics, il Data Science e le soluzioni cognitive.

Ciò significa affiancare i clienti occupandosi di aspetti che vanno dalla strategia ai processi, dalla gestione degli asset ai progetti di trasformazione sia tecnologica sia organizzativa.

La seconda figura è invece quella dell’Enterprise Applications Consultant. Si tratta dell’area di servizio e sviluppo di soluzioni che aiutano le aziende a integrare i dati per migliorare prestazioni ed efficienza e a reinventare digitalmente le attività grazie alle tecnologie mobili e cognitive.

La creazione di nuove opportunità per i giovani italiani non si limita alle campagne di assunzione.

In un contesto internazionale che ci vede in costante rincorsa nel numero di laureati nelle aree Stem, con un gap particolare tra le donne, Ibm si adopera per favorire l’orientamento dei percorsi di studio collaborando anche con gli Istituti di secondo grado.

Progetti come il “Nerd?”, acronimo di “Non è roba per donne”, e il ‘Digitale per Fare’ ne costituiscono due validi esempi.

Mentre il primo, in cooperazione con gli atenei, punta a orientare le studentesse dei licei nella scelta delle facoltà scienifiche attraverso laboratori pratici di programmazione e coding - più di 3500, di oltre 200 scuole, le allieve finora coinvolte - il secondo si allarga al programma ‘Campioni dell’Alternanza’ promosso dal Miur con moduli formativi e di tutoraggio.

Per i dettagli sulle due posizioni http://bit.ly/2y4Uz9f e http://bit.ly/2x0Mioa

#in300sec

28 settembre 2017

Alessandro Ferrari, External Relations and Executive Communications leader

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