IBM Food Sustainability Study 2020: cresce la richiesta di alimenti sostenibili e la fiducia nei sistemi di tracciabilità basati sulla blockchain

di Claudia Ruffini



Anche quest’anno, Morning Consult e IBM hanno condotto l’indagine “IBM Food Sustainability Study” negli Stati Uniti e in Europa analizzando l’importanza che i consumatori danno alla sostenibilità alimentare.

L’indagine, che ha coinvolto circa 3500 persone, tra cui 988 italiani, mostra come e quanto sia importante conoscere la provenienza del cibo che portiamo sulle nostre tavole, ma anche come i consumatori stiano non solo diventando sempre più responsabili nelle scelte d’acquisto, ma più esigenti nei confronti dei brand e dei retailer, ai quali è chiesta chiarezza e trasparenza dei processi con il supporto della tecnologia. Cresce, infatti, la fiducia nei sistemi di tracciabilità basati sulla blockchain quali indicatori per acquisti più sostenibili; tuttavia, i prezzi troppo alti rimangono ancora un ostacolo da abbattere.

Sostenibilità del cibo: quanto pesa per gli italiani?
Nella valutazione degli acquisti, gli italiani danno precedenza alla provenienza locale (58%) e ai cibi sani (45%) piuttosto che all’origine sostenibile o alla riduzione degli sprechi. In particolare, sono le generazioni più anziane a dare peso alla provenienza del cibo, mentre i giovani danno più importanza ai benefici per la salute.

La pandemia di Covid-19, tuttavia, ha apportato cambiamenti anche nell’educazione alimentare degli italiani: circa la metà degli intervistati ora è più propensa a preoccuparsi della sostenibilità del cibo che acquista, con la GenZ in testa per l’attenzione a questi aspetti (55%).
Inoltre, con l’avvicinarsi del Natale, è stata sondata l’importanza della sostenibilità ambientale nella spesa per le feste: rispetto al 2019, l’8% in più degli italiani (86%), e quindi una forte maggioranza, ha affermato di considerare la sostenibilità un fattore chiave della cena di Natale e le festività.

Mangiare meglio costa: per gli europei il prezzo è un ostacolo, per gli italiani una garanzia
La ricerca però ha evidenziato come i prezzi ancora troppo alti siano il principale ostacolo all’approvvigionamento di cibi di provenienza più responsabile a livello europeo (42%). Per gli italiani, però, è la scarsità di informazioni relative alla provenienza del cibo a rappresentare la principale problematica al momento dell’acquisto (35%): 3 italiani su 4, infatti, sono disposti a pagare anche il 5-10% in più del prezzo allo scaffale per poter disporre di cibi di origine sostenibile.

La lotta agli sprechi ha sempre più importanza
La maggioranza degli intervistati italiani (75%) ha espresso preoccupazione per lo spreco alimentare: sono soprattutto le donne (78%) e i Millennial (80%) le categorie più attente agli sprechi. Inoltre, il 92% degli intervistati si dice più disponibile nell’acquistare gli alimenti presso supermercati che hanno progetti e iniziative riguardanti lo spreco alimentare.

Preziosa tecnologia: per gli italiani la blockchain dà valore al cibo
Continuando il trend del 2019, il 92% degli italiani afferma che la blockchain e la tracciabilità degli alimenti è preziosa: in particolare, sono le donne (3 su 5) e i baby boomers (63%) a ritenere che la tracciabilità dei cibi dovrebbe diventare una costante perché permette di garantire l’autenticità dei prodotti, fornendo informazioni certificate su provenienza, freschezza e processo di lavorazione. Secondo un altro studio recente di IBM e Morning Consult, focalizzato sulla catena del pescato, il 71% degli italiani incrementerebbe i propri acquisti se potesse verificare la sostenibilità degli allevamenti e delle produzioni con l'aiuto delle tecnologie più avanzate - tra cui blockchain, AI, sensori IoT, cloud - che certifichino la preservazione di quantità e varietà di pesce in oceani, laghi e fiumi.

22 dicembre 2020

Claudia Ruffini, External Relations
@cla_ruffini

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