Energia, innovazione indispensabile per la sostenibilità di ambiente e business

di Roberto Beretta



La velocità con cui il settore energetico si sta trasformando è l’effetto di quanto ormai ampiamente condividono scienziati, governi e opinione pubblica: la salute del pianeta va maggiormente salvaguardata. La necessità di modificare il nostro stile di vita, la mobilità e il nostro modo di produrre energia fa emergere nuovi paradigmi orientati a una maggiore sostenibilità: economia circolare, riduzione dello spreco, riutilizzo, adozione di fonti alternative sono le basi su cui costruire oggi l’economia energetica di domani. Nella “nuova normalità” post-Covid, la discontinuità rispetto ai modelli precedenti può essere la leva principale per accelerare il percorso di innovazione, abbracciando le tecnologie digitali per rendere il settore più efficiente e compatibile con l’ambiente.

Nel percorso di transizione in atto, il fulcro delle attività si sposta dallo sfruttamento dei combustibili fossili ad attività zero-carbon emission. Il nuovo accordo di Parigi, infatti, sancisce obiettivi particolarmente sfidanti per il 2050, quando il 100% dell’energia dovrà essere prodotta con fonti non inquinanti: è su questo terreno che le imprese del settore modificano i propri modelli di business e i governi adottano e incentivano politiche improntate al new green deal. Nel Piano Energetico Nazionale, ad esempio, l’Italia fissa degli obiettivi intermedi ma ambiziosi per il 2030: la riduzione del 43% dei gas serra, la produzione di energia composta al 55% da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica del 32%.

Ed è su questo stesso terreno di cooperazione e competizione globale che la tecnologia può essere la chiave per accelerare la transizione. L’asse su cui la digitalizzazione interviene è trasversale, favorendo sia azioni che permettano di ridurre la domanda, utilizzando al meglio le risorse disponibili, sia iniziative volte a produrre energia in maniera più efficiente: oggi IBM è impegnata in progetti per la realizzazione di soluzioni come l’ottimizzazione dei processi di produzione e trasporto dell’energia basati su modelli previsionali di consumo, l’automazione nella gestione dei sistemi di raffinazione del petrolio per ridurne gli sprechi, il perfezionamento della raccolta differenziata grazie all’analisi delle immagini dei rifiuti con l’intelligenza artificiale.

È una rivoluzione già in atto, che la fase post-pandemica non può che accelerare: da una parte si riducono i bisogni di mobilità molto spesso legati a combustibili fossili tradizionali, dall’altra cambiano le abitudini di consumo energetico, con una crescente bisogno domestico a scapito di uffici e impianti produttivi.

La gestione dei dati in tempo reale, la costruzione di algoritmi e modelli analitici, l’arricchimento dell’informazione anche attraverso l’utilizzo di dati non strutturati, l’adozione di nuove tecnologie – di validazione del dato con la blockchain – sono le tematiche principali che IBM affronta assieme alle realtà dell’industria energetica per facilitare questo processo di trasformazione. IBM affianca le imprese di questo settore, con le proprie competenze ed esperienze maturate attraverso la realizzazione di soluzioni a supporto dell’esercizio e della manutenzione di reti elettriche, idriche e del gas, dei processi di raccolta dei rifiuti, di profilazione della clientela e di gestione dei rapporti di post-vendita ed assistenza, oggi utilizzate da numerose aziende del settore in Italia e nel mondo.

IBM, dunque, può essere il partner di riferimento per i player del settore energetico che stanno affrontando la trasformazione digitale, offrendo soluzioni di industria su una piattaforma cloud aperta, sicura e flessibile, arricchita dall’acquisizione di RedHat per la gestione del mondo open e dell’edge computing; una piattaforma in grado di raccogliere e trattare dati, strutturati e non, anche a bassissima latenza, con strumenti di analisi moderni e sicuri, potenziati dall’intelligenza artificiale.

Ma l’elemento differenziante è l’uso dell’intelligenza artificiale per supportare i processi decisionali più critici come la conduzione degli impianti e per automatizzare i processi di supporto come la gestione dei rapporti con la clientela, migliorandone la qualità e riducendone il costo. Ne è un esempio la soluzione che permette la creazione e la gestione del “gemello digitale” (Digital Twin) di impianti e reti distribuite.

IBM, inoltre, dispone di un centro di competenza italiano, specializzato nei processi dell’intera filiera energetica, che può contare su IBM Research per aprire nuovi sviluppi in questo settore: dal riciclo dei poliesteri alla costruzione di nuove batterie prive di metalli pesanti, sostituiti dall’acqua marina, fino a sistemi integrati di produzione e consumo di energia per migliorare l’utilizzo delle rinnovabili con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Sono numerose le imprese italiane che con IBM stanno affrontando progetti di innovazione volti alla transizione energetica: Eni, ad esempio, ha adottato l’intelligenza artificiale di IBM per potenziare l’utilizzo dei dati geologici e rappresentare con maggiore accuratezza il modello geologico del sottosuolo, mentre altri clienti utilizzano le soluzioni IoT per gestire e ottimizzare i processi di esercizio e manutenzione di impianti e reti attraverso la raccolta di dati da contatori elettronici di ultima generazione.

Infine, diverse aziende utilizzano l’intelligenza artificiale di IBM a supporto dei nuovi call center digitalizzati che trasformano in modo proattivo l’interazione con i clienti; oppure per supportare i processi manutentivi in campo, gestendo la sicurezza personale degli operatori e garantendone la formazione, anche in un momento di ricambio generazionale.

Ancora una volta, quindi, innovazione e capitale umano sono le leve con cui rendere più sostenibile l’ambiente e il business.

22 giugno 2020

Roberto Beretta, Vice President Industrial, Energy & Utilites, IBM Italia

Visit us on LinkedIn