L'informatica è roba per donne?

“La tecnologia è troppo importante per essere lasciata agli uomini”. Con questo slogan Neele Kroes, vicepresidente Commissione EU ha lanciato ICTLadies e incoraggia le ragazze a intraprendere studi e carriere nel settore dell’Information Technology. Parallelamente l’Unione Europea ha stimato che nel 2020 ci saranno 850mila posti di lavoro non coperti per insufficienza di competenze digitali. Il settore dell’IT garantisce al 78% dei propri addetti un posto di lavoro a tempo pieno, ma solo il 23% possiede le competenze sufficienti per operare ai massimi livelli, questa grave carenza sta frenando la capacità dell’Europa di rilanciare la competitività. In questo contesto si può notare che solo il 15% di tali figure professionali è donna. Secondo alcune ricerche rispetto ai colleghi maschi, le donne sono più inclini al problem solving, al multitasking, alla gestione dei rapporti interpersonali e al lavoro in team. Inoltre, si riconosce alle donne anche maggiore creatività e propensione all’innovazione, caratteristiche imprescindibili per chi si affaccia agli studi STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics).

Per questo motivo IBM, già da alcuni anni e grazie al lavoro di più di 100 volontarie, propone il progetto NERD? (Non E’ Roba per Donne?), nato dalla collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma e la Fondazione IBM Italia. Dedicato alle studentesse delle scuole secondarie di secondo grado, il progetto vuole diffondere la passione per l’informatica tra le giovani studentesse al fine di orientare le loro scelte universitarie.

All’edizione 2017, che si conclude oggi con la premiazione dei progetti presentati all’Università la Sapienza di Roma, hanno partecipato cinque Università italiane: la Sapienza di Roma, la Bicocca di Milano, l’Università di Alessandria, l’Università di Bari e il Politecnico di Bari e aderito 350 scuole, rappresentate da 1100 ragazze, che hanno potuto imparare in maniera semplice, veloce e divertente a progettare e programmare una chatbot, sperimentando, sotto la supervisione di chi questo percorso l’ha già intrapreso con passione, il “mestiere” dell’informatico.

Come si svolge questo progetto? Dopo un primo evento di kick-off, le studentesse partecipano a 3 incontri di laboratorio, suddivise in gruppi di lavoro, e, grazie alla piattaforma di sviluppo IBM Bluemix, imparano a creare una chatbot, utilizzando i servizi di IBM Watson. Dalla loro creatività sono nate così soluzioni per scegliere ed ascoltare musica, per raccontare storie, per insegnare ai bimbi come riciclare i rifiuti, per suggerire gli abbinamenti dei capi di abbigliamento, per trovare nuove ricette e scambiare libri, giochi e innovative guide turistiche.

Il progetto NERD? dal 2016 è una delle attività relative alla “alternanza scuola lavoro”, elemento strutturale dell’offerta formativa proposto dal MIUR. Alle scuole viene offerta la possibilità di collaborare non solo nelle imprese, ma anche in enti pubblici e nelle istituzioni culturali svolgendo almeno 400 ore da effettuare negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali e 200 nei licei. Obiettivo dell’iniziativa aprire le porte delle scuole alle esperienze e alle competenze che si formano fuori dall’aula.

Per maggiori informazioni sul Progetto NERD?: progettonerd.it

Paola Piacentini, External Relations

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