Studio IBM Security: le violazioni degli account dei dipendenti sono state quelle più costose nell’ultimo anno

di Claudia Ruffini



IBM Security ha annunciato i risultati del suo studio annuale che esamina l'impatto finanziario delle violazioni di dati sulle organizzazioni. Secondo il report, ogni violazione costa in media all’azienda impattata 3,86 milioni di dollari a livello globale e 2.90 milioni di euro in Italia.
L’analisi approfondita delle violazioni di dati subite da oltre 500 organizzazioni in tutto il mondo, di cui 21 italiane, rivela che la violazione dei dati dei dipendenti è quella più gravosa e che l'80% di questi attacchi ha portato all’esposizione di informazioni di identificazione personale (Personal Identifiable Information, PII) dei clienti, causando costi ingenti per le aziende.

Se da un lato le tecnologie forti e mature hanno reso le organizzazioni sempre più resilienti, l’accesso ai dati sensibili attraverso il lavoro a distanza e le operazioni commerciali basate sul cloud, uniti alla mancanza di una adeguata formazione, hanno reso le organizzazioni più vulnerabili.
Un altro studio recente di IBM ha rivelato che oltre la metà dei dipendenti che non lavorano da casa abitualmente, ma lo hanno fatto a causa della pandemia, non ha ricevuto linee guida aggiornate, volte a gestire in totale sicurezza le informazioni di identificazione personali dei clienti (PII).
A fronte dei rischi di immagine e dei costi che le organizzazioni devono affrontare quando tali violazioni vengono perpetrate, gli investimenti in innovazione e capitale umano rappresentano i fattori più rilevanti per mitigare tali impatti e per garantire i migliori risultati anche in termini di sicurezza informatica.

Il report Cost of a Data Breach 2020, richiesto da IBM Security e condotto da Ponemon Institute. è statk realizzata attraverso 3.200 interviste a responsabili della sicurezza di organizzazioni che hanno subito una violazione di dati nel corso dell’ultimo anno . Quella del 2020 è la 15^ edizione.

Principali risultati dello Studio 2020:

  • Il furto delle credenziali è fonte di spesa: le organizzazioni che hanno subito attacchi alle proprie reti aziendali attraverso l’uso di credenziali rubate o compromesse hanno speso quasi 1 milione di dollari in più rispetto alla media globale, raggiungendo i 4,77 milioni di dollari per violazione. Lo sfruttamento delle vulnerabilità di terze parti risulta la seconda voce di costo (4,5 milioni di dollari).
  • Le tecnologie smart abbattono del 50% i costi legati al furto di dati: le imprese che hanno implementato le più avanzate tecnologie di sicurezza, basate su intelligenza artificiale, capacità di analisi e orchestrazione automatizzata per identificare e rispondere agli attacchi, hanno sostenuto meno della metà dei costi di violazione di dati rispetto a quelle non dotate di tecnologie evolute (2,45 milioni di dollari contro 6,03 milioni di dollari, in media).
  • Attacchi Nation-State - Le violazioni peggiori: nel periodo analizzato, le violazioni nation-state hanno causato la voce di costo più importante, determinando una spesa media di 4,43 milioni di dollari nel caso di furto di dati e superando i costi generati degli attacchi perpetrati da criminali informatici per finalità economiche.

"La capacità di mitigare gli attacchi informatici vede in netto vantaggio le organizzazioni che hanno investito nelle tecnologie più evolute”, ha affermato Wendi Whitmore, Vice President, IBM X-Force Threat Intelligence. "Se da un lato il business nel mondo digitale sta crescendo a ritmi sostenuti, dall’altro persiste la carenza di esperti di sicurezza informatica. Inoltre, chi opera in questo ambito è sovraccarico di lavoro a causa della necessità di proteggere una moltitudine di dispositivi, sistemi e dati. Occorre dunque formare in cybersecurity e automatizzare alcuni processi per fornire risposte più rapide e risolutive in caso di attacco e garantendo efficienza in termini di costi".

Per l’Italia, queste le principali evidenze:

  • In Italia il costo medio complessivo delle violazioni di dati è pari a 2,90 milioni di euro, in diminuzione del 4,9% rispetto al 2019; mentre, il costo medio relativo al furto o alla perdita di un singolo dato è pari a 125 euro, con una flessione del 3,8% rispetto al 2019.
  • Il 52% delle violazioni di dati è causato da attacchi malevoli e il tempo medio per identificare una violazione di dati è passato da 213 a 203 giorni, contro la media globale di 207 giorni. Inoltre, il tempo medio per contenere una violazione è passato da 70 a 65 giorni, contro i 73 mediamente necessari a livello globale.
  • In particolare, gli italiani impiegano mediamente:
    - 229 giorni per identificare un attacco malevolo e 80 per contenerlo
    - 180 giorni per identificare un errore umano a e 49 per contenerlo
    - 168 giorni per identificare una falla nei sistemi e 49 per contenerla
  • Tra i settori maggiormente colpiti al 1° posto troviamo quello finanziario, seguito da quello farmaceutico e dal terziario.
  • Le principali cause sono dovute agli attacchi malevoli (52%), agli errori umani (29%) e alle falle dei sistemi (19%). La spesa media complessiva generata da ciascuna causa è pari a 3,20 milioni di euro (attacchi malevoli); 2,62 milioni di euro (falle di sistema); 2,53 milioni di euro (errori umani)
  • Un numero crescente di organizzazioni ha adottato tecnologie avanzate per automatizzare la sicurezza: 56% nel 2020, contro il 49% del 2019.
  • La velocità e l’efficienza di risposta di un’azienda a una violazione ha un grande impatto sui costi: in Italia identificare un attacco in meno di 100 giorni fa registrare un costo medio di 2,18 milioni di euro, mentre impiegando oltre 100 giorni, il costo medio si assesta intorno ai 3,62 milioni di euro. Contenere un attacco entro i 30 giorni, invece, richiede una spesa di 2,23 milioni di euro, contro i 3,57 milioni oltre i 30 giorni.

Ciò significa che poter contare su team dedicati, predisporre e testare piani di sicurezza, adottare le più innovative tecnologie in questo ambito consente alle aziende di essere più efficienti nel prevenire e contrastare gli attacchi, ridurre i costi e conseguire ROI in tempi minori nell’area della cybersecurity.

29 luglio 2020

Claudia Ruffini, External Relations
@cla_ruffini

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