Sandbox, c’è un guizzo per il Fintech italiano

di Alessandro Ferrari



Agevolando lo scambio di beni fisici e intangibili sulla base di un meccanismo di fiducia ‘distribuita’, la blockchain rappresenta oggi il paradigma tecnologico di riferimento per un mondo alla ricerca di più collaborazione, trasparenza, sicurezza e consenso tra le parti.

Lo sanno bene tutti quei settori – dalla finanza alla logistica, dal cibo alle attività di charity – che hanno avviato progetti, soprattutto di filiera, in grado di trasformare letteralmente la gestione di tipo di procedura e di relazione. Con un ritorno assicurato in termini di efficienza, per il proprio business e il cittadino consumatore.

“Noi ne abbiamo fatto un prodotto in grado di rivoluzionare la vita societaria, rendendone più semplice la gestione”. A portata di click, si potrebbe dire. Donato Pastore, responsabile dell’area legale della società Sandbox, va dritto al punto senza perifrasi introducendoci alla missione di questa startup incubata al Polihub, acceleratore d’impresa del Politecnico di Milano, e sostenuta tecnologicamente dal programma IBM per le Startup.

Facendo procedere insieme tecnologia e diritto, e segnando un nuovo, promettente passo al panorama del fintech italiano, Sandbox ha sviluppato il software Fleap che, appunto, si basa su tecnologia blockchain Hyperledger. Un’innovazione preziosa e senza dubbio originale proprio perché agevola, su nuove basi, l'erogazione e lo scambio di asset digitali di natura finanziaria. Il suo mercato? In pratica ogni tipo di società, sia a quelle a responsabilità limitata sia quelle per azioni.

“Fleap ha molte funzionalità - dichiara il giovane Ceo, Thomas Iacchetti – tali da coprire un vasto range che va dalla gestione e tenuta del libro soci su tecnologia DLT alle comunicazioni societarie via messaggistica interna con valenza legale, dalla gestione dei libri societari a quelle delle assemblee e ancora, dalla certificazione del voto alla gestione delle delege. Non solo – aggiunge Iacchetti – perché il nostro software consente la validazione notarile delle delibere e, aspetto non secondario, integra Webex per le call”.

Paolo Bucciol, che di Fleap è invece il CIO, mette in luce il ruolo giocato da IBM. “Uno degli aspetti più importanti del programma è offerto dall’accesso gratuito, per un anno, a tutti i servizi cloud dell’azienda. La leva di Kubernetes ci permette scrivere le nostre applicazioni come dei servizi modulari che possono essere aggiornati e scalati indipendentemente e di lavorare in un ambiente ‘fault-tolerant’, controllando di continuo il loro stato di salute”. Per il team di sviluppo di Sandbox ciò significa un’implementazione costante della piattaforma e, in prospettiva, la società sarà in grado di gestire le tokenizzazione di altri asset, sia mobili sia immobili.

9 febbraio 2021

Alessandro Ferrari, Strategic & Research Communications lead
@alefederferrari

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