Vai al contenuto principale

Notizie

Globalizzazione e nuovi servizi alla clientela: ecco le sfide che premono sul settore bancario

La concorrenza implica necessità di specializzazione e una maggiore collaborazione volta a conquistare nuovi mercati

IBM ha reso noti i risultati di uno studio globale secondo cui il settore bancario sta mirando a un ampliamento del mercato, in particolare verso le economie emergenti, con l'obiettivo di alimentare le opportunità di crescita e di efficienza nel corso dei prossimi cinque anni, nonostante le stesse banche riconoscano di non essere preparate a cogliere queste opportunità.

Lo studio, dal titolo: “No bank is an island: get global before globalization gets you", rivela che il 69% degli executive riconosce che la propria organizzazione non sta adottando un approccio globalmente integrato. Di conseguenza, sono poche le banche in grado di operare con efficacia al di fuori del mercato nazionale di riferimento o di competere sui mercati emergenti come la Cina, la Corea del Sud, l'India, l'Irlanda e la Turchia, dove la domanda di nuovi prodotti e servizi bancari è destinata a crescere con grande rapidità.

"Stando alle previsioni, il sistema finanziario mondiale è destinato a quadruplicare entro il 2025 raggiungendo un valore di 1.300 trilioni di dollari", ha asserito Shanker Ramamurthy, Global Industry Leader, Banking and Financial Markets di IBM Global Business Services. "Le banche di ogni dimensione stanno avvertendo gli effetti della globalizzazione dal momento che le numerose fusioni e acquisizioni tra banche di diversi paesi e il proliferare di provider di servizi di online e mobile banking contribuiscono a creare una maggiore concorrenza per la clientela. La domanda quindi è: quale sarà il ruolo delle banche tradizionali in un contesto globalmente integrato? Saranno in grado di adattare i loro modelli di business per trarre vantaggio dalla globalizzazione? Riteniamo che gli istituti bancari che si specializzeranno e che collaboreranno con altri player, sia all'interno che all'esterno del settore, con l'intento di rispondere alle esigenze specifiche dei clienti nei diversi mercati saranno quelli meglio posizionati per sostenere la crescita”.

Lo studio globale condotto dall'IBM Institute for Business Value in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit include i feedback di oltre 630 executive del settore in 89 Paesi chiamati a valutare l'impatto della globalizzazione sul mercato bancario. Di seguito i principali risultati del sondaggio:

1) Per il 75% degli executive, le banche internazionali sono quelle meglio preparate rispetto alla globalizzazione, ma quelle specializzate risultano avvantaggiate nelle aree di crescita critiche. Infatti, alla domanda su chi abbia maggiore capacità nella creazione di valore futuro per gli azionisti, gli executive hanno scelto le realtà specializzate in quattro delle sei categorie proposte: la flessibilità organizzativa, la conoscenza delle necessità della clientela, l'eccellenza costante del servizio e l'esecuzione ottimale, tutte capacità che permettono alle specializzate di comprendere meglio la propria clientela e registrare un rapido go-to-market. Alle banche internazionali è stato riconosciuto il vantaggio sul fronte del risk management e delle caratteristiche nell'ambito capital/financing.

2) La collaborazione permetterà alle banche di definire le competenze strategiche necessarie a cogliere le opportunità di crescita e di efficienza. Più della metà degli intervistati ha affermato che cercherà di stabilire relazioni strategiche con service provider e vendor esterni al settore bancario nei prossimi cinque anni. Un inatteso 40% ha addirittura ammesso di voler cercare la collaborazione con i propri concorrenti tradizionali (cioè altri istituti di credito). Tra le competenze che le banche intenderebbero incrementare attraverso tali relazioni, un numero sorprendentemente ampio ha pianificato di accrescere il proprio front office strategico e l'efficacia aziendale attraverso partnership a livello di vendite (38%), di strategia e pianificazione (32%) e di risk management (28%).

3) Le banche stanno compiendo grandi sforzi nel tentativo di conciliare priorità di delivery e richieste dei consumatori, e in questo senso la specializzazione può essere un valido strumento. I dati rivelano che i consumatori ritengono essenziali per la qualità del servizio i seguenti aspetti: la coerenza, la capacità di consulenza e la comodità di accesso. Allo stesso tempo, però, dallo studio emerge che le banche continuano a separare gli aspetti di facilità d’accesso dalla consulenza e dal servizio: il 65% degli executive li ritiene elemento fondamentale, ma solo il 19% considera l'incremento di tali aspetti una priorità. Il quadro che ne deriva vede i consumatori alla ricerca di nuove strade per accedere ai servizi e alla consulenza attraverso specialisti dell’online e mobile banking. Infine, circa il 30% degli intervistati ha dichiarato di considerare gli operatori di servizi di online e mobile banking come una minaccia al proprio business.

Le azioni da intraprendere

Lo studio rivela che le banche possono intraprendere azioni specifiche per capitalizzare al meglio le opportunità offerte dalla globalizzazione:

• Uscire dal gregge – Gli executive riconoscono il bisogno di misurare il rischio e premiare i trade-off, inoltre temono che le finestre di apertura sullo scenario mondiale possano richiudersi. Riconoscere i punti di forza rispetto alla mutevole natura della complessità del settore finanziario nelle diverse parti del mondo consente ai soggetti bancari di individuare la strategia più idonea. Ad esempio, le banche che riusciranno a identificare e analizzare efficacemente l'impatto potenziale dell'interdipendenza del settore sul mercato dei servizi finanziari (come messo in evidenza dalla crisi globale del credito iniziata nel 2007) saranno meglio posizionate rispetto alla concorrenza per mitigare il rischio e cogliere nuove opportunità di sviluppo.
• Specializzarsi per ottenere vantaggio – Le banche specializzate, con le loro strategie mirate e la specificità delle competenze, sembrano essere avvantaggiate nel saper comprendere i bisogni della clientela. Nuovi concorrenti, capaci di dare potere a segmenti chiave di clientela, stanno mirando alla base della curva a S dell'innovazione nel tentativo di conquistare i clienti, dal punto di vista emotivo e razionale. Le banche devono focalizzare e rafforzare le loro competenze per poter competere con questi soggetti innovatori, o rischiano di perdere terreno.
• Integrazione globale della capacità – Le banche si stanno adoperando per operare con un approccio più flessibile e globalizzato. Il 51% delle banche internazionali ritiene di possedere capacità di integrazione appena sufficienti o addirittura scarse. Il salto verso una struttura più flessibile e globalmente integrata permetterà loro di cogliere qualsiasi opportunità sia in termini di guadagni che di costi.
• Conquistare le menti – Gli executive riconoscono che la cultura organizzativa rappresenta allo stesso tempo il fattore abilitante e l'elemento frenante all'integrazione globale. Le banche devono quindi saper conquistare le menti e cogliere gli spunti culturali, internamente così come esternamente, al fine di favorire una gestione migliorata volta al successo.

Metodologia

IBM ha intervistato 644 business leader di 89 Paesi e 320 aziende. Sono state realizzate interviste qualitative con 184 executive e, in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit, sono stati ascoltati 460 executive. I professionisti coinvolti nello studio risiedono in diverse parti del mondo: il 30% nelle Americhe, il 32% in Asia-Pacifico e il 38% è distribuito fra Europa, Medio Oriente e Africa. L'analisi ha preso in considerazione i feedback dettagliati forniti da una selezione di intervistati del settore bancario, fra cui istituti bancari nazionali/locali, cooperativi, casse di risparmio, istituti per il credito edilizio, banche specializzate e banche-boutique, vendor di settore e service provider, organizzazioni non governative, università ed enti di regolamentazione.